Oltre duemila anni scolpiti nel tufo

Dagli Ausoni alla peste del 1656, tre comunità fuse dal vulcano spento di Roccamonfina e dalla solidarietà in un solo borgo. La storia di Casale in cinque tappe.

Origini geologiche

Il vulcano che ha fatto il borgo

Casale sorge sulle pendici occidentali del vulcano spento di Roccamonfina. Le fasi eruttive più intense risalgono a circa 350.000 anni fa, la stessa epoca delle celebri Ciampate del Diavolo a Tora e Piccilli, le orme di Homo heidelbergensis impresse nel fango vulcanico ancora caldo.

La collina su cui sorge l'abitato si è formata circa 50.000 anni fa, dalle ultime fasi del vulcano spento di Roccamonfina. I depositi piroclastici e di tefrite leucitica hanno dato al territorio due doni: un suolo molto fertile per vite, ulivo, castagno e ciliegio, e il tufo, il vero DNA del paese che ha dato forma alle modeste case contadine e al Santuario mariano.

Tre casali, un borgo

Vignali, Casale di mezzo, S. Janni

Il toponimo Casale deriva dal latino casa: un raggruppamento rurale. L'attuale assetto è la fusione di tre nuclei un tempo distinti.

  • Vignali: il nucleo più antico, sulla zona alta. Nato non per difesa ma per la cura delle "molle vigne" piantate sui pendii vulcanici.
  • Casale di mezzo: sorto a valle dei Vignali con la crescita demografica. Da qui il termine collettivo "alli Casali".
  • S. Janni: il terzo rione, in basso, fondato dai superstiti della peste del 1656 fuggiti da S. Janni a ponte Campano. Battezzato così in memoria del villaggio perduto.

1656

La peste e la solidarietà dei superstiti

La grande pestilenza decimò il Regno di Napoli e distrusse il vicino villaggio di S. Janni a ponte Campano. I pochi superstiti, privi di tutto, intrapresero una migrazione verso l'alto e furono accolti dagli abitanti di "alli Casali". Da quell'integrazione nasce l'identità del borgo, un raro esempio di comunità nata dal basso, dalla necessità economica e dalla solidarietà e non da un decreto feudale.

1629 - Via Silvestro Aurilio

L'epigrafe dedicata a Luigi Antonio Di Leonardo

Nell'atrio di un'antica abitazione della famiglia Lasco, un tempo palazzo dei Rozzera, dove restano frammenti di affreschi con un leone rampante rosso, si conserva l'epigrafe marmorea del 1629 dedicata a Luigi Antonio Di Leonardo.

D. O. M. ALOYSIO ANTONIO DE LEONARDO VNICO MAGNATV EX VRBE CALENI DEVASTA RESIDVO… OBIIT ANN. MDCXXIX DIE XXVIII MAII

L'uso solenne del D.O.M. in un contesto civile dice quanto contasse la memoria della nobiltà locale; l'aggettivo Caleni, riferito a Carinola, testimonia il legame che le famiglie eminenti rivendicavano con l'eredità dell'antica Cales.

Leggenda e lavoro

La Grotta Silviana

Nei boschi un tempo dei Ciocchi di Casciano si apre la Grotta Silviana: una galleria artificiale scavata nel tufo per centinaia di metri, con una sorgente d'acqua purissima. Le leggende la attribuivano a imperatori romani o a genti in fuga da Silla; un'ipotesi più concreta parla di un proprietario terriero di nome Silvio, che l'avrebbe fatta scavare per irrigare i campi. A Casale, anche le leggende parlano della terra.

Cronologia essenziale

  1. ~350.000 anni fa

    Fasi eruttive del vulcano spento di Roccamonfina

    Creazione del substrato geologico, deposito di minerali; impronte ominidi delle Ciampate del Diavolo.

  2. ~50.000 anni fa

    Formazione della collina di Casale

    Stratificazione del banco di tufo leucitico e deposizione di ceneri vulcaniche iper-fertili.

  3. 61 d.C.

    Sosta dell'Apostolo Paolo (tradizione)

    Secondo la tradizione, Paolo sosta a Pilara lungo la Via Campana: radice del culto paolino del borgo.

  4. Medioevo

    Sviluppo del nucleo agricolo dei Vignali

    Primo insediamento strutturato, votato alla viticoltura di collina.

  5. 1629

    Morte di Luigi Antonio Di Leonardo

    Fissazione dell'epigrafe celebrativa, che documenta il consolidamento del potere nobiliare locale.

  6. 1656

    Grande Peste a Napoli

    Distruzione del villaggio S. Janni a ponte Campano e migrazione dei superstiti verso la collina.

  7. Età Moderna

    Nascita del borgo unificato

    Fusione formale dei tre casali storici (Vignali, Casale di mezzo, S. Janni) in un'unica parrocchia.